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Quanto ho atteso questi quattro episodi speciali. Quanto ho esultato,
alla lettura dell’acquisto di Netflix della degna conclusione di
una delle mie saghe preferite. E ora, dopo la visione di Gilmore
Girls A Year in the Life, cosa mi è rimasto? La solita sensazione di
dolce nostalgia che mi prende sempre dopo la visione di Gilmore
Girls, ma anche un po’ di amaro in bocca….
Ci avevano promesso che questi sarebbero stati i quattro episodi che
avrebbero dato a Gilmore Girls la conclusione che Amy Sherman
Palladino aveva sognato per la sua saga. E senza essere troppo
pignoli, sì, è vero, questi quattro episodi ci hanno regalato le
sensazioni giuste. In primis, perché siamo tornati a Stars Hollow
dopo 8 anni, e rivedere il gazebo, il locale di Luke, le ballerine di
Miss Patty, insieme ovviamente a tutti i personaggi, è stata
un’emozione bellissima.
I Sherman Palladino hanno diviso i quattro episodi in stagioni
dell’anno, e partendo dall’inverno, fino all’autunno, ci hanno
raccontato un anno della vita dei protagonisti, a otto anni dalla
stagione sette, quella finale.
Rory lavora sempre in campo giornalistico, ma ha difficoltà a
trovare un lavoro con la L maiuscola, che l’appassioni e le dia
soddisfazione (e tanti giovani di oggi possono dire di provare la
stessa sensazione).
Lorelai lavora sempre al suo Dragonfly, ma senza Sookie, che si è
presa un periodo di pausa (che ci regala però un cammeo finale
bellissimo). C’è però Michel, sempre presente, brontolone come
non mai, e voglioso di fare un salto in avanti con la sua carriera.









